Prendete la vita con leggerezza
chè leggerezza non è superficialità
ma planare sulle cose dall’alto
non avere macigni sul cuore

In occasione dalle celebrazioni per il centenario della nascita di Italo Calvino, abbiamo dedicato il 2023 alla ricerca e a alla conoscenza di un aspetto meno noto della ricchissima produzione letteraria di questo Autore: la sua attività di paroliere e autore di testi, per canzoni e libretti d’opera. Reperire notizie e spartiti, non è stato facile. In un caso, è stato impossibile. La stesura delle prime quattro canzoni, che va dal 1958 al 1960, è legata all’esperienza del Collettivo Cantacronache , tentativo di un gruppo di giovani artisti, di contrastare la canzone di consumo tipica degli anni ’50 -dove prevale il disimpegno- (rappresentata dal Festival di SanRemo).
Le canzoni
1) Dove vola l’avvoltoio - Italo Calvino, Sergio Liberovici (Cantacronache – 1958)
La canzone compare del disco Cantacronache 1 del 1958. Le otto strofe hanno un prologo e un epilogo recitato. Si tratta di una ballata antimilitarista che vinse il Premio Viareggio per la canzone per l’estate 1958. In uno dei sui primi testi pacifisti, "La guerra di Piero", Fabrizio de Andrè riprende il testo dell’Avvoltoio proprio nella prima strofa.
2) Sul verde fiume Po - Italo Calvino, Fiorenzo Carpi (Cantafavole – 1958)
Canzone incisa nel 1959 nel disco Cantafavole 1, raccolta per bambini del Cantacronache basata sul gioco combinatorio e sulla ripetizione reiterata. Il linguaggio e’ semplice, con elementi, colloquiali ("e’ a me che tocca!"); la struttura e’ quella tipica della filastrocca popolare di tutti i Paesi. Una ballata politico-ecologica in cui i sette amici dell'inizio della storia se ne vanno uno alla volta allettati dai diamanti, dal petrolio, dalle armi, dallo show business (simboleggiato dal pallone) dalla carriera política, dal matrimonio con una splendida bionda. Alla fine il protagonista rimane solo ("ero il solo ad esser felice e gli altri sei non lo so"). Nella nostra versione, abbiamo abbreviato il testo pur cantando tutti gli oggetti elencati da Calvino. Si possono trovare analogie con “Eravamo quattro amici al bar”, brano di Gino Paoli, del 1991.
3) Turin la Nuit o Rome by night - Italo Calvino, Piero Santi (1960)
Questa canzone nasce per uno spettacolo della cantante e attrice bolognese Laura Betti “Giro a vuoto” in cui compaiono testi, e musiche dei suoi molti, amici intellettuali ed artisti. Calvino, per il tramite di Pier Paolo Pasolini, contribui’ con questo testo. Lo spettacolo andò in scena al Teatro Gerolamo di Milano, a gennaio del 1960 ma la canzone non fu mai incisa. Il doppio titolo rappresenta la doppia appartenenza di Calvino: Torino e Roma distinte anche attraverso le due lingue utilizzate nel titolo Anche il testo, richiama scambi, errori, fraintendimenti, legati, alla “frenesia della vita moderna”. Con grande sarcasmo Calvino ci presenta questo carosello di coppie, di file di coniugi borghesi, che rappresentano il boom economico e manifestano difficoltà di relazione (sbadigliano …. litigano…)
4) Canzone triste - Italo Calvino, Sergio Liberovici (1959)
Il testo si sofferma sulla condizione operaia nella società capitalista del dopoguerra, descrivendo le difficoltà di due giovani sposi nel coniugare il lavoro e la vita privata (lui fa il turno di notte, lei quello di giorno: in pratica non si vedono mai, salvo per un caffè alla mattina o una veloce cena alla sera). La canzone alterna in successione strofe e ritornelli, evocando la routine della giovane coppia e la fatica di vivere il lavoro in fabbrica.
5) Il Padrone del mondo - Italo Calvino, Sergio Liberovici (1959)
Questa canzone è l’ultima che Calvino scrive con Liberovici. Tuttavia non viene incisa in nessuno dei dischi del Collettivo Cantacronache e compare solo nel 1967 in un disco che raccoglie canzoni dello stesso Liberovici. La canzone ha un tono di sfida amaro e scanzonato, anarchico, ironico. Chi canta è un ciclista che durante la pedalata mattutina, per andare al lavoro, si rivolge a un voi indefinito, quelli che dormono ancora dietro le persiane chiuse. E intanto sbeffeggia i potenti, che credono di dominare il mondo. Attraverso la satira del ciclista, Calvino critica ancora una volta la società capitalistica e i vari dott. Stranamore sempre in circolazione, ma qui in maniera più ironica e grottesca.
6) La Tigre - Italo Calvino, Mario Peragallo (musica Scariolanti) (1960)
Interpretata da Laura Betti nello spettacolo Giro a vuoto (1960). La musica del Maestro Mario Peragallo è andata perduta. Mancano antecedenti, sul tema scritto dallo stesso Calvino. L’ispirazione di questo testo può essere avvicinata ad un romanzo di Sergio Antonielli, che Calvino fece pubblicare, La Tigre viziosa, dove a narrare in prima persona è una tigre a cui piace mangiare carne umana. Il brano si ascrive al filone dello sperimentalismo fantastico, ma la chiave di lettura sta negli ultimi due versi, che ci parlano di una vicenda umana di soprusi e di rivalsa. Vi presentiamo una versione del testo di Calvino con la musica originale e inededita degli Scariolanti.
7 ) Oltre il Ponte - Italo Calvino – Sergio Liberovici
(Cantacronache e Nuovo Canzoniere Partigiano (1958)
E’ incisa nel disco Cantacronache 3 – Partgiano (voce di Pietro Buttarelli) del 1959. E’ la canzone che apertamente tratta il tema della Resistenza, tanto caro a Calvino. Nonostante l’autore percepisca come sia venuta meno già dieci anni dopo la fine della guerra la spinta ideale che animava i giovani partigiani, in questo testo guarda con ottimismo alla capacità che le giovani generazioni (La ragazza dalla guance di pesca…) sappiano far rivivere i valori della Lotta di Liberazione per la costruzione di un mondo migliore. E’ la canzone di Calvino forse più conosciuta che ha avuto diversi adattamenti, di cui il famoso è quello dei Modena City Ramblers nell’album del 2005 “Appunti Partigiani” con voce solista di Moni Ovadia .